Origine della subacquea
Dalle campane del Cinquecento all'autorespiratore: come si è imparato a respirare sott'acqua.
Bozza in corso di verifica: date e attribuzioni vengono da fonti pubbliche e possono essere imprecise.
Per millenni sott'acqua si è andati solo in apnea. Respirare sotto la superficie ha chiesto secoli di prove: prima l'aria portata giù in una campana, poi quella pompata dalla superficie, infine quella che il subacqueo porta con sé.
Le campane
- 1535. Sul lago di Nemi Guglielmo de Lorena scende con una campana di sua invenzione per esplorare le navi romane sommerse; lo racconta Francesco De Marchi.
- 1691. Edmond Halley costruisce una campana in cui l'aria si rinnova con barili zavorrati calati dalla superficie: si resta sotto per più di un'ora.
Lo scafandro
- 1837. Augustus Siebe perfeziona lo scafandro chiuso: elmo di rame avvitato al vestito, aria pompata dalla superficie. È lo scafandro dei palombari, usato per oltre un secolo.
- 1865. Benoît Rouquayrol e Auguste Denayrouze brevettano un apparecchio con un serbatoio d'aria sulla schiena e un regolatore che dà aria quando si inspira. Jules Verne lo mette addosso ai personaggi di Ventimila leghe sotto i mari.
- 1878. Henry Fleuss prova il primo respiratore a ossigeno a circuito chiuso; nello stesso anno Paul Bert studia gli effetti della pressione sul corpo.
- 1908. John Scott Haldane pubblica le prime tabelle di decompressione per la Marina britannica.
L'autorespiratore
- 1926. Yves Le Prieur presenta un autorespiratore ad aria compressa a flusso continuo, con maschera e bombola.
- 1943. Jacques-Yves Cousteau ed Émile Gagnan provano l'Aqua-Lung, con l'erogatore a domanda: è il modello degli erogatori di oggi e l'inizio della subacquea sportiva.
Aggiornata il 21 ottobre 2026.